lunedì 5 aprile 2010

Il mio ritorno in Egitto





Dall'alto al basso vi sono Marsa Alam sotto un cielo azzurrissimo, Aswan con gente locale e una carovana di zucchero, bambini al lavoro in un villaggio in riva al Nilo e infine Luxor con calesh e Temple. L'Egitto, un Paese di arte e tradizioni, la terra dove il sole non manca mai di splendere. Vi si trova gente con fede assoluta, dove cristiani ortodossi e musulmani si sopportano a vicenda. Il corano viene recitato al megafono ogni mattina dalle 7 alle 8 nelle scuole, dove gli alunni devono entrare a petto in fuori. Li vedevo ogni giorno dal mio Hotel. 
Ma vi sono anche aspetti negativi. Tra una fuga e l'altra ho respirato l'aria del terrore. Il governo causa tanta ingiustizia sul popolo, questo prova forse invidia per la libertà concessa agli occidentali. In Egitto domina la religione musulmana, adorano Cleopatra ma disprezzano e castigano la donna di oggi. E in ultimo l'igiene che non sanno bene cosa sia e le carni crude restano appese al vento tra la folla.

mercoledì 27 gennaio 2010

Sapori D'Egitto


500 g. di fave secche
2 cipolle rosse finemente tritate
5 spicchi d'aglio schiacciati
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
2 cucchiai di foglie di coriandolo tritate
2 cucchiaini di cumino in polvere
1/2 cucchiaino di lievito in polvere
semi di sesamo
sale
pepe

Lasciate a bagno le fave secche, già scamiciate, in acqua fredda per 24 ore cambiando l'acqua una volta. Sgocciolatele e passatele al mixer.
Unite alla purea tutti gli ingredienti e amalgamate bene fino a ottenere un composto liscio e compatto. Lasciate riposare per 1 ora.
Prelevate piccoli quantitativi, poco più di una noce, e formate delle polpettine tonde e schiacciate. Mettete i semi di sesamo in un piatto e fateli aderire a una sola parte delle polpette con una semplice leggera pressione.
Lasciate riposare le polpettine per altri 15 minuti quindi friggetele in abbondante olio già caldo finché saranno ben dorate
Ed ora gustatevi un buon FALAFEL.

Egitto parte 2












Questa notte riposerò

In altre dimensioni


in luoghi che abito

talvolta nei sogni,


Ho la sabbia sulla fronte

E le mani prigioniere del fango,




vedo appena le ginocchia arrossate

i lobi delle orecchie sbiancarsi:


Non trattengono nulla...


passa all'incontrario


un sogno già sognato





Dopo i primi due giorni in un villaggio per turisti stressati presa da una noia mortale ho iniziato a guardarmi in giro e a correre controvento (nel deserto) con la mia compattina legata al collo alla ricerca di qualcosa che attirasse il mio sguardo. 

Tra le mie scoperte c'è stato questo villaggio in costruzione. 

Una bella occasione di riposo fisico e spirituale in un luogo senza tempo.



martedì 26 gennaio 2010

Il coraggio di andare lontano...



Solo coloro che hanno il coraggio

di andare lontano hanno

la possibilità di scoprire

quanto lontano si può andare.


T.S. ELIOT 

venerdì 22 gennaio 2010

A proposito di viaggi

"Ho veduto e respirato tutto, ma proprio tutto. Ero stato in quel tempo nell'isola di Giamaica dove sono le montagne Azzurre, dove dal lato di tramontana le spiagge si innalzano fino a congiungersi con dolce pendio delle colline, separate da valli spaziose piene di sole e ogni vallata ha il suo ruscello, ogni collina la sua cascata. Avevo veduto sotto le acque chiare le mura delle case della città di Porto Reale, sprofondate nel mare da un terribile terremoto; le piantagioni dello zucchero e del caffè, del grano d'India e della Guinea; le foreste delle montagne; avevo sentito e respirato con indicibile conforto il tanfo caldo e grasso del letame nelle grandi stalle degli allevatori; ma proprio sentito e respirato, ma proprio veduto tutto col sole che è la sulle praterie, con gli uomini e i ragazzi come sono là, che portano con le ceste e rovesciano sugli spiazzi assolati il raccolto del caffè ad asciugare; con la certezza precisa e tangibile che tutto questo era vero in quella parte così lontana del mondo. Così vero da sentirlo e da opporlo come una realtà altrettanto viva a quella che mi circondava là nella camera di mia madre moribonda."

"Ecco, nient'altro che questa certezza d'una realtà di vita altrove, lontana e diversa, da contrapporre volta per volta alla realtà presente che opprime. Ma così, senza nessun nesso, neppure di contrasto; senza alcuna intenzione, come una cosa che è perchè è e che voi non potete fare a meno che sia."

                                                                                                                               L.Pirandello

martedì 8 dicembre 2009

Vida en la calle





venerdì 4 dicembre 2009

Mon long voyage à Tunis

1. Il etait une fois Carthage



Sotto questo ammasso di cemento sorgeva un giorno Cartagine, una splendida città vicina all'odierna Tunis. Splendida fino a quando non arrivarono i Romani a distruggerla completamente.

Da wikipedia:
Cartagine (dal fenicio  "Città Nuova")  era una città del  NordAfrica, situata nel lato esterno del Lago di Tunisi, attraverso il centro della moderna Tunisi, capitale della TUNISIA.

Cartagine rimane ancor oggi una popolare attrazione turistica che nel  1979 è stata inserita dall'UNESCO  tra i patrimoni dell'umanità.

Fondazione di Cartagine

Cartagine fu fondata tra il 814 a.C.,e il 826 a.C. Venne fondata da coloni fenici provenienti dalla città di Tiro che portarono con loro il dio della città Melqart. Secondo la tradizione a capo dei coloni era Didone.

I primi anni di Cartagine, posta nel Mar Mediterraneo, sono definiti da una lunga serie di rivalità fra le famiglie proprietarie terriere e le famiglie dei commercianti e marinai. In genere, a causa dell'importanza dei commerci per la città, la fazione "marittima" controllava il governo e, durante il VI secolo a.C., Cartagine cominciò ad acquisire il dominio dell'area del Mediterraneo Occidentale. Mercanti ed esploratori costruirono una vasta rete di commerci che portarono una grande prosperità e un largo potere alla città-stato. Si tramanda che già all'inizio del VI secolo a.C. Annone il navigatore si sia spinto lungo la costa dell'Africa fino alla Sierra Leone; contemporaneamente sotto la guida di Malco, la città iniziò la conquista sistematica delle regioni costiere dell'Africa e del suo interno.

All'inizio del V secolo a.C., Cartagine era il più importante centro commerciale della regione, una posizione che avrebbe mantenuto fino alla sua caduta per mano romana. La città-stato aveva conquistato i territori delle antiche colonie fenicie e le tribù libiche, allargando la sua dominazione su tutta la costa dell'Africa dall'odierno Marocco ai confini dell'Egitto. La sua influenza si allargava inoltre nel Mediterraneo con il controllo della Sardegna, Malta, le isole Baleari e la parte occidentale della Sicilia. Erano state stabilite colonie anche in Spagna. In tutto il Mediterraneo occidentale resistevano all'imperialismo commerciale cartaginese solo Marsiglia (colonia greca focese), le colonie greche della costa italiana e i commercianti etruschi che a malapena mantenevano il controllo delle coste italiane del Mar Tirreno e lottavano per la Corsica.





2. Voyage


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Enfin mon long voyage

et est long le chemin à parcourir.


J'ai laissé mon chariot pour les débuts

la journée, et continuai mon voyage

à travers les déserts du monde

J'ai laissé ma trace

sur de nombreuses étoiles et des planètes.


Sont encore plus éloignées

rapproche de vous-même;

et l'étude plus difficile que vous obtenez

la simplicité d'une mélodie.


Le voyageur doit frapper

de nombreux ports étrangers

pour obtenir d'elle,

et doivent Voyage

pour tous le monde extérieur

et enfin au sanctuaire

dans le cœur le plus secret.


Mes yeux égarés

avant que je leur proches, en disant:

«Présent!


Le cri et la question: "Où?"

fondre en larmes

un millier de rivières et des inondations dans le monde

avec une certitude: "je suis! "




giovedì 3 dicembre 2009





Da Wikipedia: L'alfabeto arabo deriva dall'alfabeto nabateo o da quello siriaco, per quanto la prima ipotesi sia solitamente la più accettata.

Tra il VI ed il V secolo a.C le tribù nord-semitiche immigrarono e fondarono un regno attorno a Petra, nell'attuale Giordania. Questa popolazione probabilmente parlava una forma di arabo.

Al II secolo risalgono le prime scritture conosciute dell'alfabeto nabateo, scritte in aramaico, che era la lingua comunemente utilizzata per i commerci e le comunicazioni. Essi tuttavia non scrivevano la lingua che realmente parlavano: si andava, cioè, realizzando un fenomeno di diglossia. Da una parte una lingua ed un alfabeto utilizzati esclusivamente per le iscrizioni (e per questo chiamato nabateo monumentale), dall'altra una evoluzione di questi per permetterne la più facile scrittura sui pairi dunque che presentava maggiori caratteri di corsivizzazione, e con lettere legate tra loro. Gradualmente questo secondo alfabeto influenzò la forma monumentale fino ad arrivare all'alfabeto arabo.